Apple Macintosh LC, LC II, LC III, LC 475

Apple Macintosh LC

Il Macintosh LC (in foto con il monitor Apple Macintosh 12″ RGB Display) è stato il mio primo computer Apple. Non proprio mio, lo comprarono i miei genitori nel 1991, ma io vivevo ancora con loro e l’ho usato parecchio.

Qualche tempo fa mio padre, mentre stava facendo un po’ di spazio in cantina, ha trovato il nostro LC con il suo piccolo monitor da 12″ e mi ha portato uno scatolone che è rimasto per mesi ad aspettare di essere aperto. Con l’occasione ho deciso di fotografare i vari modelli che hanno condiviso la stessa scocca (“pizza box”) nel tempo; sicuramente c’è qualche Performa che, a parte l’etichetta, internamente era identico.

Avevo da anni questi piccoli LC, ed essendo piuttosto comuni non ne ho mai parlato qui sul sito. Comunque qualche merito ce l’hanno e vanno forse rivalutati: la sigla “LC” sta per “Low Cost”, basso costo, a indicare quindi un Mac per la prima volta esplicitamente dedicato a un mercato più vasto di quello a cui Apple faceva di solito riferimento. Per dare un’idea di quanto Apple volesse mantenere bassi i costi, Il Macintosh LC del 1990 aveva grosso modo le stesse prestazioni del Macintosh II del 1987, ma senza coprocessore matematico. Uscì sul mercato insieme al Macintosh IIsi – più potente – e al Macintosh Classic, che a prestazioni era il peggiore: aveva lo stesso processore del Macintosh Originale del 1984.

Comunque acquistammo un Mac, quindi la scelta di Apple di proporre un computer meno costoso funzionò, anche nel resto del mondo.

Tutti i miei LC avevano qualche problema dovuto ai condensatori KO, che ho sostituito per la prima volta con condensatori dello stesso tipo, cioè SMD (a montaggio superficiale). Sono progettati per essere saldati in catena di montaggio da macchine, e quindi è un po’ più impegnativo sostituirli, ma il risultato è più fedele all’originale. Il Macintosh LC II era quello messo peggio, e con il maggior numero di condensatori: 17.

Il Macintosh LC II, con un processore 68030, è del 1991. Non era più possibile ordinarlo in versione economicissima con un secondo floppy al posto del disco rigido, per cui la fascia frontale aveva un solo foro e, unica modifica estetica, non arrivava fino ai bordi. Qui è fotografato con il monitor Apple Color Display da 14″.

Apple Macintosh LC II

Al II seguì il III, che inizialmente condivideva la scocca del modello precedente; con l’introduzione del modello successivo (LC 475), rimase in produzione con la nuova scocca. Per questo motivo non l’ho fotografato: in pratica cambia solo la serigrafia (scocca LC II) o l’adesivo (scocca LC 475).

Il modello successivo come anticipato è stato il Macintosh LC 475, con un processore 68LC040, cioè un 68040 in versione economica senza FPU (floating point unit). Questo modello, a differenza degli altri, non si avvia se non ha la batteria carica: più precisamente, si avvia con il solito “bong” di accensione, poi rimane lo schermo nero e non succede nulla. Questo comportamento mi ha fatto perdere parecchio tempo, pensavo di aver saldato male qualche condensatore. Il mio 475 ha il processore sostituito con un “vero” 68040 e una scheda di rete per poter dialogare con il resto del mondo; qui fotografato con l’Apple Multiscan 15 Display.

Apple Macintosh LC 475

Ecco una foto di gruppo dove si può capire quanto scrivevo a proposito del Macintosh LC III:

Apple Macintosh LC, LC II, LC III, LC 475Tutti questi modelli sono estremamente facili da smontare: svitata l’unica vite che tiene chiuso il coperchio, tutti i componenti interni sono agganciati con semplici incastri.  Come ultima foto, quindi, l’interno del Macintosh LC, dove si può notare la “pulizia” del progetto.

Apple Macintosh LC (interno)

 

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