Dato che una settimana fa ho recuperato il Datassette bianco in alto a destra nella foto, ho deciso di realizzare una piccola monografia sui registratori Commodore.
Questo sito presenta tutti i pezzi che ho raccolto negli anni: vecchi computer, console, libri e manuali, periferiche, accessori. Non troverete schede tecniche, ma solamente la storia personale di ogni pezzo. Le foto sono originali e rappresentano le condizioni reali di ciò che recupero. Se volete donare qualcosa alla mia collezione potete contattarmi qui.
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Tag: Commodore
Ho scelto questo Commodore 64C per darvi un esempio di come “restauro” un computer, e per farvi capire in che stato arrivano i pezzi che recupero.
Commodore Datassette C2N
Tutti ci ricordiamo del registratore del Commodore 64 e del Vic 20, il 1530, ma pochi sanno che ci sono stati altri modelli precedenti.
Il primo registratore è proprio questo, si vede in qualche vecchia pubblicità dei Commodore PET o “inglobato” nel case del Commodore PET 2001.
Il sito commodore.ca ha molto materiale sui PET, su questo poster si vede la descrizione di questa “magnetic cassette unit”.
Questo articolo è del 2010; a marzo 2019 ho pubblicato un libretto monografico molto più completo intitolato “Registratori Commodore”. Il PDF, in italiano o inglese, è disponibile gratuitamente a questo indirizzo.
Il drive da 5 pollici e 1/4, all’epoca il sogno di ogni possessore di Commodore 64!
Spesso obbligati a comprare il più economico lettore di cassette, il lettore floppy rimaneva solo un desiderio per molti ragazzi, soprattutto nei primi tempi dove il Commodore 64 era già una spesa abbastanza alta per conto suo.
Scatola e drive mi sono stati regalati da due persone diverse, il manuale l’avevo in un cassetto e non mi ricordo da dov’è arrivato…
Commodore 1541-II Floppy Drive
Ho comprato questo lettore floppy a un mercatino dell’usato insieme a un Commodore 128 e a una tastiera musicale SIEL CMK49.
Tutti gli oggetti hanno la scatola originale e i manuali: in effetti è l’unico motivo per cui ho portato a casa queste cose, dato che avevo già un 128 e un drive come questi… non ho saputo resistere al fascino del “box originale”!
Ho lasciato il plotter sul tavolo per fare la foto, mia moglie l’ha visto e mi ha chiesto scherzando “cos’è quella cosa che fa gli scontrini”. In effetti, come plotter è davvero piccolo, siamo abituati a larghezze di stampa ben più grandi!
Stampa(va) a quattro colori usando delle mini penne a sfera.
Il plotter è nuovo, mai usato, un fondo di magazzino che ho recuperato nel ’96. Questo vuol dire che è rimasto in cantina per 14 anni! Viva la casa nuova…
Il mio caro amico – nonché socio – Raffaele mi ha regalato per natale il suo primo computer, un Commodore VIC 20.
Ai tempi io avevo uno Spectrum, il VIC 20 ce l’aveva mio cugino: la mia passione per i computer Commodore iniziò poco tempo dopo quando mi comprarono il Commodore 128. Contemporaneamente mio cugino ricevette il mio Spectrum e iniziò la sua passione per i computer Sinclair.
Prima di apparire sulla mia scrivania, il computer è rimasto per un quarto di secolo nella cantina dei genitori di Raffaele, e conoscendo sua madre mi stupisco che sia sopravvissuto a tutte le “pulizie di primavera” fino ad oggi!
Era in una scatola insieme a qualche cassetta, uno joystick, una coppia di paddle Commodore e una cartuccia del gioco Pacman.
Come ciliegina sulla torta – per gli appassionati come me – c’è anche la scatola con i polistiroli, in ottime condizioni. Purtroppo manca il manuale, chissà se prima o poi non ne trovo uno… anche il primo VIC 20 che ho recuperato non aveva il manuale.
Dopo i vari impegni natalizi, cene, pranzi, parenti, finalmente sono riuscito a provarlo. Non funziona. Beh, dopo 25 anni in cantina potevo aspettarmelo. Non si accende neanche il led. Mmmhh, non si accende il led: che sia l’alimentatore? Prendo il tester dal cassetto e controllo i voltaggi. Zero sui 5 volt alternati e sui 9 volt continui (o è il contrario? non ricordo mai). Gli alimentatori Commodore non si riparano, non si possono aprire e comunque la parte interna è affogata in una colla indistruttibile.
Vabbè, è andato. Però, forse potrei controllare il fusibile dell’alimentatore, la cosa più ovvia se non c’è nessun segno di vita. Il fusibile è guasto, si vede a occhio nudo. Lo sostituisco, ricollego il VIC 20 e… funziona! Non sono capace di riparare apparecchiature elettroniche, ma sono orgoglioso del mio piccolo successo. Anche se è solo fortuna…
Il computer era ingiallito a macchie ma, grazie a qualche mese di esperimenti con il gel retrobright (o Retr0bright per essere precisi), sono riuscito a riportarlo alla condizione originale.
Ho comprato questo Amiga 2000 di seconda mano nel febbraio del 1997 tramite un annuncio su un giornalino locale; era di un ragazzo che aveva anche un Amiga 1200 e decise di vendere il 2000 dato che non lo usava più.
Ci sono state diverse revisioni della scheda madre di questo computer: quello dell’annuncio aveva la 6.3, una delle ultime; era inclusa anche una scheda Commodore “Bridgeboard” con un processore 286 per emulare un PC.
Purtroppo con questo computer ho imparato a mie spese (letteralmente!) che è meglio togliere le batterie interne se il computer non viene utilizzato… infatti un paio di anni fa l’ho acceso per fare alcune prove ma non si avviava: la batteria era completamente andata e aveva fatto fuoriuscire liquido corrosivo sulla scheda madre rendendola inutilizzabile. Una di quelle cose che si sanno ma si pensa sempre “a me non succederà”, e invece il danno era irreparabile ed ero davvero disperato!
Sono riuscito a trovare una scheda madre nuova su eBay Germania: un professore aveva acquistato molti anni prima un Amiga 2000 e per sicurezza aveva comprato una scheda madre di ricambio per ogni evenienza, di cui ormai non aveva più alcun bisogno.
Commodore SX-64
Dopo tanti anni di attesa, sperando di trovarne uno in zona, ho dovuto cedere e l’ho comprato su eBay. Almeno sono riuscito a trovare un venditore austriaco poco esperto che non ha presentato bene l’oggetto e il prezzo non è salito troppo…
A parte un piccolo difetto sulla maniglia e qualche inevitabile segno del tempo, il computer è in buone condizioni ed è perfettamente funzionante. Quando mi è stato consegnato devo ammettere che ero davvero emozionato! Ho aperto il pacco, staccato la tastiera dal computer e collegata al 64, collegato il cavo alla corrente, premuto l’interruttore di accensione: un attimo di trepidazione perché il monitor sta un po’ per scaldarsi… funziona!
Il venditore aveva incluso un gioco originale (Skate or die): ho inserito il floppy; LOAD"*",8,1
; il drive parte e appare il logo Electronic Arts; dopo un po’ appare la schermata introduttiva del gioco con la musica in sottofondo – la chitarra elettrica campionata di questo gioco è rimasta nella storia del 64 – così provo a girare tutte le manopoline del volume, del monitor… tanto per essere sicuro che tutto funzioni bene.
Per qualche altro malato che può condividere la mia passione posso solo dire wow: bellissimo.
Commodore Amiga 1000
Il primo Amiga! Per me e per tanti altri ragazzi l’unico Amiga che ci potevamo permettere (o far comprare ai genitori) era il 500: infatti fu il modello più venduto in assoluto tra gli Amiga della Commodore.
Conoscevo solo un ragazzo che aveva il 1000, ma preferivo il 500 perché aveva il sistema operativo (“kickstart”) in ROM, mentre il 1000 doveva caricarlo dal floppy ogni volta che veniva acceso.
Il modello in mio possesso è la versione americana, per cui può essere usato solo con un trasformatore per adattare la corrente elettrica dai nostri 220V a 110V. Un po’ ingiallito ma perfettamente funzionante. Mouse così così, mancano i manuali. Con monitor A1080 (sempre a 110V e in standard video americano NTSC). Da eBay, 9 luglio 2005.