Sono passati quasi 4 anni dal mio articolo sul VCS, è ora di tornare a parlare un po’ di Atari! Ho scattato alcune foto del mio Atari 400, un modello NTSC nordamericano prodotto all’inizio del 1983.
Atari 400 (1979)
Questo sito presenta tutti i pezzi che ho raccolto negli anni: vecchi computer, console, libri e manuali, periferiche, accessori. Non troverete schede tecniche, ma solamente la storia personale di ogni pezzo. Le foto sono originali e rappresentano le condizioni reali di ciò che recupero. Se volete donare qualcosa alla mia collezione potete contattarmi qui.
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Sono passati quasi 4 anni dal mio articolo sul VCS, è ora di tornare a parlare un po’ di Atari! Ho scattato alcune foto del mio Atari 400, un modello NTSC nordamericano prodotto all’inizio del 1983.
Dato che il costo originale di questo computer era tra i 9 e i 20 mila dollari nel 1975 (da 42 a 95 mila dollari nel 2018!), non mi sarei mai aspettato di trovarlo in un piccolo paese vicino all’ancora più piccolo paese dove abito. Un amico di mio suocero glielo ha regalato, probabilmente perché mio suocero gli aveva parlato della mia passione. Questa persona aveva un piccolo negozio di riparazioni, ma purtroppo è mancato poco tempo dopo e non ho mai avuto la possibilità di chiedergli da dove fosse arrivato questo computer.
Prima di scrivere l’articolo sull’Olivetti M21, avevo cercato di documentarmi sulla sua storia. L’M21 è in pratica un M24 con il monitor integrato, simile per concezione ad altri “trasportabili” dell’epoca. Mi sono reso conto che – nonostante l’importanza storica dell’M24 in Italia, in Europa e negli Stati Uniti – per entrambi i modelli ci sono in rete solo brevissimi cenni storici o vaghi riferimenti a un centro ricerca Olivetti a Cupertino in California.
Grazie a Marco della pagina Facebook Olivetti Programma 101 sono riuscito a contattare Alessandro Graciotti, che seguì per Olivetti la progettazione dell’M24.
L’Olivetti M21 è un computer “trasportabile”, come altri modelli dell’epoca (in particolare i primi Compaq, rimanendo tra i compatibili IBM). Significa che erano progettati con un piccolo monitor integrato, una tastiera che si chiudeva sul computer, e una maniglia per sollevarli – ma andavano comunque alimentati dalla rete elettrica.
Avendo già smontato un Olivetti M24 qualche tempo fa, dal punto di vista tecnico avrei descritto l’M21 come un M24 con monitor integrato. Descrizione confermata da Alessandro Graciotti, progettista dell’M24: l’Olivetti M21 fu “un progetto prevalentemente meccanico fatto ad Ivrea, basato sull’elettronica dell’M24 sviluppata a Cupertino CA”.
Negli anni ’80 molte aziende cercarono di competere nel crescente mercato degli home computer con uno o più prodotti; alcune aziende hanno fatto la storia, altre ebbero un seguito di nicchia, alcune non ebbero alcun successo o raggiunsero una difusione limitata solo in alcune nazioni.
Questo libro è stato finanziato da una campagna su Kickstarter che ho lanciato a metà 2016. Stampato nel gennaio 2017, è stato molto apprezzato dai backer del progetto.
Uno dei tanti cloni dell’Apple II, questo era stato progettato per avere un aspetto professionale, allontanandosi dal concetto “tutto in uno” e proponendo uno stile simile a quello dei primi PC, con doppio floppy drive e tastiera separata. A parte una vecchia pubblicità, non ho trovato alcuna informazione sull’azienda Staff.
Poco diffuso nel nostro Paese rispetto ai computer di casa Commodore e Sinclair, questo sistema ebbe un discreto successo negli Stati Uniti nei primi anni ’80. Ringrazio Ciro del TI99 Italian User Club per avermi aiutato a trovare un TI-99/4A in buone condizioni: il metallo che ricopre la parte superiore della scocca si rovina molto facilmente.
In Italia gli Apple II non erano molto diffusi, ed erano usati più che altro dalla generazione dei miei genitori piuttosto che dalla mia, visto il prezzo molto impegnativo rispetto a concorrenti più “popolari”; sono stati sviluppati anche parecchi giochi, ma l’utilizzo era più professionale che ludico. La configurazione di questo Apple IIe è abbastanza standard per l’epoca: scheda Centronics di terze parti (ASEM in questo caso), scheda Apple 80 colonne + 64KB di Ram, Apple mouse interface, e controller floppy; DuoDisk e monitor monocromatico a fosfori verdi.
Innanzitutto ringrazio Daniele F. per la donazione di questo terminale. Mi ha contattato a fine maggio ma sono riuscito a recuperarlo solo a inizio Ottobre, quando sono passato per Verona mentre andavo a Brusaporto (a pochi Km da Bergamo) dove si svolge ogni anno una manifestazione dedicata al retrocomputing.